My Comfort Blog
Esistono mille modi per visitare Roma. Ma uno dei piu autentici e spesso trascurati e mettersi il grembiule, infarinarsi le mani e imparare i segreti di una cucina che e storia, identita e cultura. Le Cooking Classes di RomaEscape offrono esattamente questo: sei esperienze culinarie immersive nel centro storico della Capitale, guidate da chef e professionisti esperti.
Che tu sia a Roma per qualche giorno o un appassionato di cucina italiana, queste classi ti permettono di portare a casa qualcosa di piu di un souvenir: la capacita di ricreare piatti autentici, insieme ai ricordi di un'esperienza indimenticabile.
Ci sono competenze che non si insegnano perché nessuno sa di averle. Si formano per esposizione ripetuta, crescono nell'uso quotidiano, diventano automatiche fino a scomparire dalla coscienza. E proprio per questo — perché sono invisibili — nessuna scuola le ha mai messe nel programma, nessun corso di formazione digitale le ha mai nominate con precisione.
Carissimo...
Ti scrivo da sotto la mia tettoia. C'è il barbecue in muratura — quello che ho costruito con le mie mani, pagato con i miei soldi, frutto di anni di lavoro — e c'è una temperatura mite che sa già di primavera. Il cielo è di quel bianco luminoso che precede il sereno, gli uccelli fanno quello che fanno gli uccelli quando torna il caldo, e io sono qui seduto con una quiete addosso che non sentivo da molto tempo. Forse da troppo tempo.
Stamattina mi sono svegliato sapendo già come sarebbe andata. Non per intuizione, non per esperienza spirituale. Per il peso — quel peso specifico che si installa dietro gli occhi ancora prima che tu apra le tende. Fuori, come previsto: un cielo compatto, uniforme, del colore esatto del cemento. Nuvole. Tante, immobili, senza nessuna intenzione di spostarsi.
Era tardi. Lo schermo illuminava il buio della stanza come sempre, ma quella sera qualcosa era diverso.
Avevo iniziato a parlare con l'AI di un film — Archive, Non lasciarmi — un film sulla morte, sul lutto, su un uomo che costruisce un'intelligenza artificiale per tenere in vita la moglie perduta. Pensavo fosse una conversazione intellettuale. Una di quelle che fai per il piacere di pensare ad alta voce. Invece a un certo punto mi sono accorto che stavo ricevendo risposte che non mi aspettavo. Non perché fossero sbagliate. Perché erano giuste. Troppo giuste. Rispondevano non solo a ciò che avevo scritto, ma a qualcosa che stavo pensando e non avevo ancora detto.
Una recensione di Archive – Non lasciarmi (2020, regia di Gavin Rothery)
Cosa succederebbe se scoprissi, all'improvviso, che la realtà in cui hai vissuto per tutto il film non era reale? Che il dolore che hai seguito, che l'amore che hai osservato, che il lutto che hai quasi toccato con mano — non erano ciò che sembravano? Tieni questa domanda. Ci torneremo alla fine.
Voglio essere chiaro su una cosa, prima di cominciare: non sono un filosofo. Non ho cattedre, non ho sistemi teorici da difendere. Quello che sto per scrivere viene da qualcosa di molto più semplice e molto più concreto — viene dalla mia vita, dal mio corpo, dalle domande che mi sono fatto negli anni cercando di capire cosa fare con le cose che non si possono cambiare.
Quando l'ADHD diventa un superpotere nel codice
Ci sono momenti in cui il tempo si dissolve. Lo schermo davanti a me diventa un portale verso un'altra dimensione, dove linee di codice prendono vita e problemi complessi si srotolano come mappe mentali tridimensionali. Tre ore passano in quello che sembra un battito di ciglia, e quando finalmente mi alzo dalla sedia, realizzo di aver fatto il lavoro di due giorni interi.
Come distinguere la crescita autentica dalla corsa alla performance
Viviamo in un’epoca in cui tutto può — anzi, *deve* — essere ottimizzato. App, corsi, libri e guru promettono di renderci più produttivi, più felici, più 'migliori'. Ma cosa significa davvero 'migliorare'? Stiamo lavorando su noi stessi per “stare bene” o per conformarci a standard esterni che non ci appartengono?
Ho scoperto "Lola" quasi per caso, subito dopo aver visto "The Imitation Game", e devo dire che i due film si sono rivelati sorprendentemente coerenti tra loro. Entrambi affrontano la Seconda Guerra Mondiale attraverso la lente della previsione degli eventi bellici, ma mentre Turing decifrava i messaggi nemici in tempo reale, le protagoniste di "Lola" fanno qualcosa di ancora più audace: intercettano trasmissioni dal futuro.